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IL FUTURO DELL’AREA EX ALFA: LE ULTIME NOVITA’

IL FUTURO DELL’AREA EX ALFA: LE ULTIME NOVITA’

Il 28 dicembre la Giunta Regionale ha approvato un importante documento che riguarda direttamente il nostro territorio: l’Atto Integrativo del Piano Integrato di Intervento dell’area che tutti conosciamo come “Ex Alfa Romeo”, che insiste sui Comuni di Arese, Garbagnate Milanese, Lainate e Rho. Si tratta di una serie di interventi assai rilevanti, che si inseriscono in un ecosistema, il Nord Ovest Milano, che produce impatti economici, sociali ed ambientali su tutta la Lombardia ed indirettamente quindi per tutta l’Italia.

Gli obiettivi di questo Atto Integrativo sono così definiti:

  1. Attivare un progetto unitario di riqualificazione urbana a completamento delle trasformazioni delle aree dismesse dell’ex insediamento industriale già realizzate, anche con l’introduzione di nuove funzioni strategiche a grande scala complementari a quelle presenti, finalizzate alla realizzazione di un polo dei servizi, ove le funzioni commerciali, terziarie ed educative fungano da fattore propulsivo per l’occupazione locale e la formazione artigianale;
  1. Promuovere, nell’ambito territoriale che ha ospitato i parcheggi temporanei di Expo 2015, lo sviluppo di funzioni dedicate ad attività di servizi di tipo produttivo, terziario avanzato e per la ricerca ed attività ricreativa di tipo sportivo e sociale;
  1. Creare un insediamento che completi il disegno urbano ed esprima caratteri ambientali di alto profilo qualitativo, attraverso la realizzazione di una nuova area verde e la valorizzazione e la messa a sistema degli interventi territoriali di connessione ecologica già realizzati per l’Expo (anello verde-azzurro di connessione del Canale Villoresi, del Torrente Lura e del Parco delle Groane);
  1. Ampliare il Centro Polifunzionale con un incremento della superficie lorda di pavimento della struttura commerciale (GSV) e l’insediamento di attività artigianali e di servizi in sinergia con il Centro Guida Sicura;
  1. Completare la riqualificazione e rinaturalizzazione del Torrente Lura a sud del Centro Guida Sicura, in sinergia con le attività turistico – museali (Museo storico dell’Alfa Romeo) e localizzare un insediamento commerciale di grande struttura di vendita ad integrazione del Centro Polifunzionale realizzato a nord;
  1. Realizzare interventi infrastrutturali di miglioramento della viabilità e potenziamento dei servizi del trasporto pubblico sul territorio per favorire l’accessibilità ai nodi di interscambio con le stazioni ferroviarie/metropolitane, definendo, in particolare, la fattibilità tecnico-economica di un nuovo collegamento tramviario tra la fermata metropolitana Fiera e la fermata ferroviaria di Garbagnate Milanese;
  1. Trasformazione urbanistica (con previsione di un sensibile recupero di aree verdi, attualmente antropizzate) in coerenza con i contenuti dell’area MIND (Milano Innovation District) nei Comuni di Milano e Rho.

Tutti gli Interventi, ad eccezione dello studio di fattibilità tecnico-economica del collegamento tramviario Garbagnate Milanese – Lainate – Arese Mind, che restano in capo a Città Metropolitana, saranno sostenuti dagli operatori privati proprietari dell’ex area industriale dismessa. Essi comprendono anche:

  1. Oneri di urbanizzazione a favore di Comuni di Arese, Garbagnate Milanese e Lainate complessivi per circa 27 milioni di euro;
  2. Opere infrastrutturali per la mobilità su gomma e ciclopedonale e per la realizzazione di Aree e Percorsi Verdi per circa 65 milioni di euro
  3. Regione Lombardia e Città Metropolitana sono inoltre impegnate alla ridefinizione del Trasporto Pubblico Locale (TPL) per adattarlo, con nuovi percorsi ed incremento delle frequenze, alle nuove esigenze dei Comuni coinvolti.

      Gli interventi previsti verranno dunque realizzati in 2 fasi: la prima entro il 2026, coincidente con le Olimpiadi Milano – Cortina, la seconda entro il 2033.

       

       LEGENDA:

      Numeri da 1 a 4:

      1 Insediamenti ricreativi e sportivi (Museo Alfa Romeo, Centro Sportivo Olimpico)

      2 Insediamenti ricreativi e sportivi (Centro Guida Sicura)

      3 Edificio Gardella (con vincolo architettonico della Sovraintendenza): funzioni sociali e per la formazione professionale

      4 Nuovi insediamenti: terziario, commerciale, artigianale, ricerca scientifica

       

      Tratti colorati:

      -Tratteggio colore rosso: metrotramvia (studio di fattibilità in corso) per collegamenti per Area MIND, Fiera Milano, Ospedale Galeazzi e metropolitana MM1

      -Tratteggio colore blu: viabilità su gomma e ciclo pedonale (in corso modifiche ed integrazioni) per collegamento con il nuovo svincolo SS 33 del Sempione, Via Ratti, Rho (zona Liceo Majorana)

      NASCE IL PATTO PER LE COMPETENZE

      NASCE IL PATTO PER LE COMPETENZE

      In Italia i partenariati tra soggetti pubblici e privati stentano a decollare, anche perché persiste nella PA una ostilità verso il mondo produttivo. Cogliamo con piacere dunque la nascita in Lombardia del “Patto per le Competenze” promosso dalla Commissione Europea.

      Il Patto intende favorire la crescita tecnologica e imprenditoriale verso filiere produttive integrate, capaci di promuovere l’aggregazione di imprese, la cooperazione intersettoriale, l’autosufficienza produttiva e l’evoluzione della ricca architettura lombarda della formazione tecnica e terziaria verso competenze avanzate trasversali. E la disponibilità di figure professionali allineate con le esigenze del mondo produttivo è un fattore attrattivo per gli investimenti. Per raggiungere questi obiettivi viene strutturato un nuovo approccio di sistema – tra istituzioni, imprese, sindacati, associazioni, enti pubblici e privati – per meglio affrontare le sfide sulle competenze.  

      Ecco perché il Patto potrà rappresentare anche il contesto ideale, e l’impulso, alla creazione di quell’osservatorio economico del Nord Ovest Milano che lo Studio auspica fin dalla presentazione del rapporto “Conoscere per decidere (https://muliari.com/conoscere-per-decidere-video-della-presentazione-in-mind/). Il Nord Ovest Milano, area sempre più vocata all’innovazione, con un tessuto produttivo esteso, variegato e interconnesso con il mondo, interessato da nuovi insediamenti di grande rilevanza strategica regionale e nazionale, è chiamato dunque ad integrare i propri sforzi mettendo sempre più a sistema l’azione di tutti e di ciascuno.

      L’ITS LAINATE CRESCE SEMPRE DI PIU’, URGE UNA NUOVA SEDE PER IL PROSSIMO ANNO

      L’ITS LAINATE CRESCE SEMPRE DI PIU’, URGE UNA NUOVA SEDE PER IL PROSSIMO ANNO

      Arrivati al giro di boa di metà anno, il Professor Salvatore Luca, Direttore dell’ITS ed anima di questo progetto fin dalla sua fondazione, ha di che essere felice.

      Innanzitutto, sono stati definiti anche gli ultimi tirocini per i ragazzi del biennio 2021-2023: completato l’anno e mezzo di lezioni in sede (1140 ore, il 70% delle quali svolte da professionisti provenienti dal mondo del lavoro, e cioè dalle oltre 30 aziende partner della scuola), tutti i ragazzi del corso “Produzioni chimiche industriali” cominceranno la prossima settimana i tirocini formativi di 6 mesi (per un totale di 860 ore) presso le principali aziende chimiche del territorio, a cui seguiranno gli esami finali per il conseguimento del diploma ITS.

      Il Professor Salvatore Luca, Direttore dei corsi dell’ITS Lainate

       

      Oltre alla definizione dei tirocini formativi, quelli della seconda parte di gennaio sono stati giorni molto importanti anche per la costruzione del prossimo anno, che vedrà un ITS sempre più protagonista del territorio. Il Prof Luca ci ha rivelato in anteprima che l’ITS offrirà ai nuovi iscritti per il biennio 2023-2025 un nuovo corso, “Biogreen: sistemi produttivi ed innovazione tecnologica”, che si andrà ad aggiungere ai due già esistenti, gli altrettano nuovi “Chimica Industriale: biotecnologie e materiali” e “Chimica, Industria 4.0 e sostenibilità ambientale”, entrambi lanciati lo scorso ottobre. Il prossimo anno porterà anche un’altra novità, perfezionata proprio ieri: l’ingresso nella Fondazione ITS di Confindustria Varese (che si aggiunge alle omologhe realtà di Milano e Como), che potrà portare all’ITS Lainate un contributo importante nella conoscenza delle imprese del territorio (utile in fase di tirocini formativi ma anche per coinvolgere personale qualificato proveniente dalle aziende nelle ore di lezione frontale) e nel far conoscere questa realtà agli studenti delle scuole superiori di Varese e provinincia in sede di orientamento post diploma.

      La crescita continua dell’ITS rende quindi davvero urgente l’individuazione di una nuova sede: Lainate non può permettirsi di perdere questa realtà (che Studio Muliari sostiene fattivamente fin dalle origini), unico polo di istruzione superiore della nostra città, nonchè l’unica istituzione scolastica collegata con il sistema di imprese lainatesi, un agglomerato pressochè unico nella zona del Nord Ovest Milano (Perfetti, Fanuc…) che fino all’avvento dell’ITS non aveva nessun legame diretto con la scuola locale, per via della mancanza totale di istituti secondari. “Il prossimo anno avremo 3 corsi, quindi 80 ragazzi circa, che in autunno si aggiungeranno ai 54 ragazzi dei due corsi biennali iniziati quest’anno, che in quei mesi termineranno le loro 1140 ore di lezione. La nuova sede non è più un sogno o un obiettivo, ma una stringente necessità” ammette il Prof. Luca.

      Riuscirà il nostro territorio a non perdere uno dei suoi fiori all’occhiello?

      Foto di gruppo di una delle classi al termine di una lezione

       

      Visita e lezione presso la sede di Fanuc Italia a Lainate

       

      Istituto Cannizzaro, 2018. Primissimo incontro per parlare del progetto ITS a Lainate. Secondo da sinistra il dottor Giancarlo Muliari

       

      CRISI D’IMPRESA: UN ANNO DI COMPOSIZIONE NEGOZIATA

      CRISI D’IMPRESA: UN ANNO DI COMPOSIZIONE NEGOZIATA

      Il recente rapporto “La composizione negoziata della crisi d’impresa ad un anno dall’avvio” realizzato da Unioncamere su dati aggiornati al 15.11.2022, illustra l’andamento delle domande presentate.

      COS’E LA COMPOSIZIONE NEGOZIATA- La composizione negoziata della crisi di impresa è un percorso riservato e stragiudiziale con il quale il legislatore intende agevolare, attraverso un esperto indipendente,il  risanamento di tutte quelle imprese che presentano uno squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, a condizione che vi sia una ragionevole proseguibilità del risanamento, verificabile attraverso un test pratico. Il procedimento è attivabile solo su base volontaria e l’imprenditore che vi accede può chiedere l’applicazione di misure protettive del patrimonio e la concessione di provvedimenti cautelari necessari per condurre a termine le trattative con i creditori. L’imprenditore interessato può chiedere l’accesso alla procedura al segretario generale della Camera di Commercio, che provvederà alla nomina dell’esperto indipendente sopra menzionato. Questo istituto, previsto dal Codice della Crisi entrato in vigore lo scorso 15 luglio, manda in soffitta l’approccio liquidatorio della vecchia legge fallimentare, cercando invece di perseguire e salvaguardare la continuità aziendale.

      L’ANDAMENTO DELLE DOMANDE- Piccole, concentrate soprattutto tra Roma, Milano e l’Emilia Romagna,  prevalentemente srl con un numero inferiore a 10 di dipendenti: questo l’identikit delle aziende  che hanno scelto di avvalersi della composizione negoziata nell’ultimo anno, secondo il rapporto di Unioncamere.

      La ripartizione geografica riflette l’articolazione del tessuto imprenditoriale italiano, ma anche il tasso di cultura imprenditoriale e il grado di fiducia nei confronti della composizione negoziata. Le domande presentate al 15.11.2022 ammontano complessivamente a 475, il 118% delle imprese in più rispetto alla precedente edizione dell’Osservatorio. Dopo una prima fase iniziale di stasi, le imprese italiane in difficoltà hanno gradualmente iniziato a rivolgersi a questo istituto. Resta tuttavia la necessità di una maggiore sensibilizzazione, per promuovere non solo l’accesso allo strumento, ma anche per stimolare  un nuovo modo di risolvere le situazioni di difficoltà economica e finanziaria coerente con la riforma del Codice della Crisi.

      DUE SENTENZE SIGNIFICATIVE- Per completare il quadro di questi primi mesi di applicazione pratica dell’istituto segnaliamo due recenti pronunciamenti, rispettivamente del Tribunale di Milano e di quello di Bologna.  Innanzitutto, il Tribunale di Milano– sez II – con l’ordinanza 08.09.2022. Estensore dott. Luca Giani, nell’ambito di una composizione negoziata nella quale l’esperto designato è il professionista dello Studio dott. Giancarlo Muliari, ha fissato, tra gli altri, il principio secondo cui l’impresa può formulare un ricorso per la conferma delle misure protettive anche se corredato da un piano industriale ancora in fase di perfezionamento. Successivamente, in un articolato provvedimento emesso lo scorso 8 novembre, il Tribunale di Bologna, nel confermare le misure protettive richieste, ha statuito che l’accesso alla CNC è possibile anche da parte dell’imprenditore già in stato di insolvenza, purché risanabile. Ciò in quanto è centrale non tanto il punto di partenza, quindi l’entità della crisi nel momento in cui si accede alla CNC, quanto il punto di approdo e cioè il risanamento dell’impresa. Interessante anche un altro passaggio del provvedimento, quello in cui si fa cenno alla “ritrosia culturale dell’imprenditoria italica a scoprire le carte e a condividere le difficoltà economiche e strategiche con estranei, anche quando ciò ha il fine collettivo di salvare l’impresa”. Una ritrosia che i dati di Unioncamere confermano, ma in merito alla quale si comincia ad intravedere un’incoraggiante inversione di tendenza: l’esperienza maturata dai professionisti dello studio, infatti, anche in virtù della pluriennale collaborazione con la Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano, insegna che prima si interviene maggiori sono le opzioni a disposizione per evitare la dispersione dei valori aziendali ed assicurare la continuità aziendale (anche indiretta).

      LE NOSTRE IMPRESE, TRA CRESCITA E SENTIMENTO ANTI-IMPRESA DELLA PA

      LE NOSTRE IMPRESE, TRA CRESCITA E SENTIMENTO ANTI-IMPRESA DELLA PA

      Apriamo questo primo numero del 2023 di Persone, Ambiente & Territorio soffermandoci su due tendenze, tra di loro opposte: una sempre maggiore consapevolezza nei propri mezzi del tessuto imprenditoriale italiano ed il persistere di un radicato sentimento anti-impresa nella PA.

      I NUMERI DEL SISTEMA ITALIA- L’economista Marco Fortis ha di recente pubblicato sul Sole 24 Ore (9 novembre 2022, pagina 19) un articolo, basato sull’elaborazione dei dati raccolti da Fondazione Edison, che ha evidenziato lo stato di grazia del sistema delle imprese italiano (il “made in Italy) e le sue peculiarità. “Negli ultimi anni- scrive Fortis- l’Italia ha surclassato tutti per reattività e crescita, conquistando quote di mercato: la superiore diversificazione, la minore delocalizzazione, la stretta integrazione delle filiere, il gran numero di nicchie produttive di livello mondiale e l’accresciuta competitività hanno infatti portato l’Italia ad essere nel 2021 il 6° Paese al mondo per surplus commerciale, esclusa l’energia”. Dunque, prosegue l’economista, assistiamo ad “una completa rivincita del modello produttivo italiano, che oggi tutti riscoprono perché presenta il portafoglio prodotti in assoluto più diversificato su scala globale: dai vini alla meccanica, dalla moda agli alimentari, dalle piastrelle ai mobili, dagli yatch alla farmaceutica”. Le conclusioni ricavate da Fortis non sono isolate, ma sono state rilanciate anche dal Professor Antonio Calabrò, docente dell’Università Cattolica di Milano nonché presidente di Fondazione Assolombarda e Museimpresa, nel suo articolo di fine anno sull’Huffpost (12 dicembre 2022). “Analoghi risultati- scrive il Professor Calabrò riferendosi allo studio di Marco Fortis- emergono anche da altri studi: dai Campioni della crescita, censiti dal Corriere della Sera e raccontati durante i Festival Città Impresa di Italy Post, al Rapporto Controvento di Nomisma (“Affari&Finanza” de la Repubblica, 12 dicembre) sulle 5.198 migliori aziende manifatturiere italiane dette, appunto, le fabbriche del Pil”.

      LA PA ed IL SENTIMENTO ANTI IMPRESA- Tuttavia, a fronte di un quadro che rafforza in maniera inequivocabile il ruolo anche sociale dell’imprenditore, capace di creare valore non solo economico, continua ad essere radicato un diffuso sentimento antimpresa, per lo più fondato su stereotipi del passato, un sentimento che anche noi come Studio abbiamo più volte toccato con mano, seppur indirettamente. In particolare, nel rapporto con la PA, questa ostilità si rivela in una certa malcelata diffiedenza verso l’imprenditore e nel conseguente eccesso di burocrazia, eccesso che da anni penalizza la competitività dell’intero Paese e che secondo l’indagine periodica della Commissione Europea “è visto come un problema prioritario nell’attività quotidiana dall’84% degli imprenditori italiani”.  Anche i dati del Global Competitiviness Report avvalorano questa lettura: nel Report si afferma che l‘Italia è un paese complessivamente competitivo, ma con un’inefficienza della PA penalizzante e con un peso della burocrazia tra i peggiori fra tutti i Paesi analizzati. Nonostante un ottimo posizionamento su diverse dimensioni chiave di analisi, dai risultati emerge come la complessità regolativa penalizzi il punteggio finale del Paese e faccia percepire la PA italiana non allineata alle esigenze di certezza, efficienza e rapidità delle imprese (in questo periodo di elezioni è bene ricordare come tutte le regioni italiane, secondo un studio della Commissione Europea, risultino essere al di sotto della media europea per qualità e livello di efficienza della Pubblica Amministrazione).

      Chiudiamo quindi con un duplice auspicio: che gli imprenditori italiani, ed in particoalare quelli del nostro territorio, abbiano sempre maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità e del proprio ruolo sociale, e che nella PA venga progressivamente meno questo strisciante sentimento anti-impresa, concretizzando questo auspicato nuovo atteggiamento con una minore diffidenza verso gli imprenditori e con nuove regole che snelliscano l’attuale oppressione burocratica. Lo Studio, nel suo piccolo, andrà avanti nel fare la propria parte per facilitare il dialogo e la collaborazione tra imprenditore e PA, proseguendo la via tracciata dal rapporto Conoscere per decidere (qui l’articolo dedicato), presentato in MIND a settembre 2021 ed incentrato proprio sul rapporto aziende-PA, e continuando il lavoro silenzioso per l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra istituzioni ed aziende del Nord Ovest Milano.

      IL PORTALE PAGHE WEB DELLO STUDIO: UN PRIMO BILANCIO DOPO UN ANNO DI ATTIVITA’

      Dalla fine del 2021 è ormai attivo il portale Paghe Web dello Studio Muliari; una novità importante per il nostro personale e per i nostri clienti, che si inserisce in un più vasto programma di innovazione digitale portato avanti dallo Studio.

      COS’E’ PAGHE WEB- Sinteticamente potremmo definire Paghe Web un portale, una piattaforma dove caricare, condividere, scaricare ed archiviare dati e documenti relativi alla gestione del personale, come le presenze e i dati variabili (diaria, premi, trasferte, straordinari…). Questo portale può utilizzato sia dal personale dello Studio che dai nostri clienti, assicurando loro un’interazione più ampia e dinamica con lo Studio.

      Il Dottor Gianmarco Muliari, consulente del lavoro e responsabile dell’Ufficio Paghe, è il coordinatore del progetto Paghe Web dello Studio

      I VANTAGGI DI PAGHE WEB- Paghe Web assicura numerosi vantaggi, ed in particolare consente di:

      1. ridurre il flusso dei documenti cartacei;
      2. ridurre gli spazi hardware necessari per archiviare documenti (che potranno essere archiviati appunto su Paghe Web);
      3. aumentare la sicurezza dei documenti condivisi che avranno così un doppio archivio, sul server dello Studio e sul cloud (che consente un’archiviazione immediata);
      4. elaborare in automatico report e statistiche (su presenze, assenze, costo personale…);
      5. attivare non solo account aziendali, ma anche account per i singoli dipendenti, che potranno così scaricare il loro cedolino paga ed altre informazioni direttamente anche sul cellulare, grazie ad un’app che con una notifica avviserà quando un documento sarà disponibile, rendendo nei fatti possibile una condivisione dei dati in tempo reale

      LA TRANSIZIONE VERSO PAGHE WEB: A CHE PUNTO SIAMO E GLI OBIETTIVI DEL 2023- All’inizio del 2022 lo Studio si era dato i seguenti obiettivi, propedeutici ad una successiva apertura del servizio anche ai clienti:

      1) formare il personale dello Studio con un trading approfondito;

      2) popolare l’anagrafica e allineare gli archivi dal sistema precedente;

      3) far prendere piena confidenza con Paghe Web a tutto il personale per consentire in futuro di guidare il cliente nell’utilizzo del portale.

      Fin dai primi mesi dell’anno abbiamo completato tutti e tre gli step, ultimando così la fase di rodaggio: dalla fine dello scorso inverno il portale è pienamente operativo e tutti i documenti di gestione del personale sono anche in cloud (con notevole diminuzione delle stampe cartacee). Creati questi necessari presupposti, abbiamo aperto il servizio anche ai clienti e nel corso del 2022 le aziende più grandi hanno cominciato ad utilizzare Paghe Web per buona parte della documentazione, con generale soddisfazione. L’obiettivo del 2023 sarà educare i clienti anche più conservatori nelle abitudini ad utilizzare il portale facendo comprendere che su Paghe Web potrebbero ricavare molte più informazioni di quelle condivise attualmente.