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E’ cresciuta negli ultima tempi la consapevolezza della capacità delle imprese di creare valore non solo economico. Tuttavia,  continua ad essere radicato un sentimento antimpresa, per lo più fondato su stereotipi del passato. Nel rapporti con la PA in particolare, questa ostilità si rivela nell’eccesso di burocrazia che penalizza la competitività dell’intero Paese. In base ai dati del Global Competitiviness Report l‘Italia è un paese complessivamente competitivo, ma con un’inefficienza della PA penalizzante e con un peso della burocrazia tra i peggiori fra tutti i Paesi analizzati. Nonostante un ottimo posizionamento su diverse dimensioni chiave di analisi, dai risultati emerge come la complessità regolativa penalizzi il punteggio finale del Paese e faccia percepire la PA italiana non allineata alle esigenze di certezza, efficienza e rapidità delle imprese.  In questo periodo di elezioni è bene ricordare come tutte le regioni italiane, secondo un studio della Commissione Europea, risultino essere al di sotto della media europea per qualità e livello di efficienza della Pubblica Amministrazione. Secondo l’indagine periodica della Commissione Europea l’84% degli imprenditori italiani considera la complessità amministrativa un problema prioritario nell’attività quotidiana di impresa.