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Dal 23 al 25 settembre, in Villa Litta, abbiamo festeggiato il primo mezzo secolo di storia di Altini Comunicazioni Grafiche, storica azienda lainatese fondata dall’indimenticato Arturo Altini, cliente dello Studio dai primi anni Duemila. Nella Sala Enea, lo spazio della Villa dedicato alle mostre temporanee, i visitatori (quasi 500 nell’arco del week end, nonostante la pioggia) hanno potuto ammirare una mostra dall’alto valore culturale, curata ed allestita da Alberto Altini, figlio di Arturo, che dopo la scomparsa del papà guida l’azienda.

Pur partendo dalla storia aziendale di ACG, la mostra ha raccontato al pubblico 50 anni di grafica italiana, narrando una storia aziendale ed al contempo facendo comprendere la fondamentale importanza che ha avuto il settore della grafica per l’intera economia nazionale (come comparto autonomo e come supporto, tramite la pubblicità, all’espansione dei grandi marchi), le connessioni con i territori ed i distretti industriali e le grandi mutazioni affrontate, sopratutto con l’avvento del computer e dei moderni programmi di progettazione digitale.  La mostra di ACG si è integrata con l’adiacente Museo della Stampa (curato da Adriano Anzani) e con i lavori dei ragazzi della scuola grafica del Centro Salesiano di Arese (CNOS-FAP), creando così un ideale percorso passato-presente-futuro.

 La rassegna ha avuto il via con un convegno sulla grafica tenuto il venerdì pomeriggio in una Sala della Musica piena oltre le aspettative, a cui è seguita l’inaugurazione ufficiale con annesso buffet.

Convegno di apertura: Alessandro Muliari, moderatore, e Alberto Altini, guida di ACG

 

Una Sala della Musica piena per il convegno d’apertura

 

Il ruolo dello Studio e le ragioni del nostro impegno

Lo Studio ha supportato attivamente Alberto Altini come soggetto co-organizzatore della rassegna. Abbiamo deciso di impegnarci direttamente non solo per aiutare un’azienda amica a cui ci lega un rapporto pluridecennale, ma anche con l’obiettivo di divulgare alcuni messaggi importanti: 1) la longevità di un’impresa come un valore di per sé; 2) l’importanza di comunicare la propria storia; 3) il ruolo centrale delle aziende di supporto (la grafica è supporto delle aziende che si fanno pubblicità); 4) il ruolo fondamentale dell’interconessione fra impresa e territorio.

 La storicità di un impresa, infatti, può procurare vantaggi competitivi, in quanto è  un dato oggettivo su cui fondare un giudizio di affidabilità. Non basta però avere una storia, bisogna che questa sia raggiungibile; occorre, quindi, comunicare questa storia:  iniziative come la celebrazione dei 50esimi di vita vanno proprio in questa direzione. Anche il rapporto che l’impresa ha con il territorio e con la comunità che lo abita è centrale. Nel caso dell’ACG ciò è stato particolarmente evidente nel periodo in cui ha svolto anche attività editoriale, con il giornale mensile “Attenti al Lupo”, rimasto nella memoria di tutti i lainatesi. Allargando lo sguardo,  é  noto come i cluster abbiano un ruolo di primo piano e siano decisivi per promuovere la produttività, l’innovazione  e la competitività. Nessuna azienda è un’entità a sé stante ed il successo di un’impresa è influenzato anche dalle aziende di supporto. In questo contesto, lo sviluppo della grafica ha accompagnato la crescita del nostro territorio, anche grazie ad aziende come la ACG.

 Alla fine dei tre giorni, osservando la gioia di Alberto Altini e dei suoi familiari ed i tanti ricordi lasciati dai lainatesi accorsi alla mostra, siamo stati più che mai contenti del supporto dato a questa speciale ricorrenza: che bello vedere così tanti concittadini aver dedicato parte del loro tempo per ascoltare, leggere e toccare con mano una storia aziendale del nostro territorio!

La mostra

 

Adriano Anzani presenta il Museo della Stampa

 

La sala riservata ai lavori dei ragazzi della Scuola Grafica dei Salesiani di Arese

 

Giancarlo Muliari con Alessandro e Marisa Altini

 

Giampaolo e Alessandro Muliari con la Famiglia Altini

 

Gianfranco Muliari firma

Gianfranco Muliari lascia un ricordo nel libro dei pensieri. Sono stati tanti i concittadini che, come lui, hanno voluto farlo